venerdì, 20 novembre 2009
14:44
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Incubi, la notte è stata piena di incubi.
Lo sapevo che sarebbero arrivati.
Alle 4 mi sono svegliato con la sensazione che mio fratello fosse seduto ai piedi del letto, un sogno che faccio di tanto in tanto.
Stanotte ho anche ricevuto sms inaspettati.
Leila, a mezzanotte, mi ha scritto. Per dirmi che non mi vede più in azienda e per sapere come sto.
Le ho risposto che sono sempre chiuso in ufficio e in riunione e che sto bene.
Non ha insistito più di tanto e non ha fatto dichiarazioni o richieste esplicite, ma mi ha sorpreso che
dopo tanto tempo si faccia ancora sentire.
Emanuele giustamente mi ha fatto notare che non è un segreto che mia moglie sia spesso in giro per lavoro e io sia a casa da solo e soprattutto che di sicuro non sono uno che lascia indifferenti le donne.
"Tu lasci il segno" ha detto.
Come se non lo sapessi... ormai sono giorni che me lo sento ripetere, nel bene e nel male.
Stasera Alicia rientra da Forlì. Le dedicherò tutto il fine settimana, starò con lei tutti i giorni, tutto il giorno, farò il pieno di Alicia e vedrò di fare anche scorta per le due settimane che starà in Africa.
Il precipizio mi chiama, ma mi aggrapperò a tutto e tutti per non buttarmi, parlerò con il dottor Z. fino a stanare questo dannatissimo mostro che ho dentro e che mi divora l'anima.
Non ce lo voglio nella mia vita. Basta.
giovedì, 19 novembre 2009
13:34
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Stamattina alle 5 pensavo mi venisse un infarto! Ero nel pieno del sonno quando i miei timpani sono stati perforati dall'insistente suono della sveglia di mia moglie che era rimasta impostata a quell'ora.
Tra una bestemmia e l'altra sono riuscito ad agguantarla e a spegnerla, ma ormai mi ero svegliato ed innervosito così mi sono alzato e sono andato a correre.
Ero teso e nervoso perchè alle 8.45 avevo appuntamento con il dottor Z. non tanto per essere stato svegliato di soprassalto...
Arrivo nel suo studio alle 8.40, teso come una corda di violino e mi ripeto che non c'è motivo, che ci sono andato mille volte a parlare con lui e in situazioni critiche e non ha senso che io sia teso per parlare di cose tutto sommato belle come l'amore che provo per mia moglie.
Alle 8.45 in punto mi riceve. Mi siedo sulla solita poltrona e lui di fronte a me.
"Mattia, la vedo teso, come mai?" mi domanda subito.
"Vorrei saperlo anche io..." rispondo sincero.
Sorride. "Voleva parlarmi di qualcosa in particolare?"
Sospiro. "Sì. Di mia moglie"
"Qualcosa non va?" si allarma subito.
"No, anzi, al contrario!" mi affretto a dire "Va tutto bene. Troppo..."
"Troppo? Questo la spaventa?" mi domanda.
"Mi spaventa a morte..." rispondo.
Annuisce. "E' un sentimento molto forte quello che prova per Alicia, non lo aveva mai provato prima? Nemmeno per Anna, la sua ex?"
Sentirla nominare associata ad Alicia mi irrita.
"Anna è stata una cosa diversa. L'ho amata tanto e sicuramente attraverso quella esperienza sono maturato e ho capito tante cose, ma era amore a senso unico, lei non mi ha mai amato anche se
tutt'ora dice di amarmi..." rispondo.
"Tutt'ora?" indaga.
Gli racconto della
trasferta di due giorni a Milano e anche della stronzata del
farsi compagnia visto che siamo entrambi a casa da soli.
"Come la fa sentire tutto questo?" mi domanda.
"Mi spaventa" ecco.
"La spaventa? La spaventa il fatto di poter ricambiare il sentimento della sua ex o..."
"Assolutamente no!!!" lo interrompo. "Mi spaventa Anna, ho paura che quella pazza possa mettere in pericolo il mio
matrimonio, che riesca a mettermi in difficoltà, che possa far del male ad Alicia... ho paura."
"In effetti è una persona emotivamente instabile e potrebbe effettivamente fare cose che potrebbero metterla in difficoltà. Certo lei le attira tutte quelle strane eh?" ride.
"Lo so... ma Alicia non è strana... lei è... un sogno... è per questo che mi fa paura amarla così tanto, ho paura di svegliarmi e non trovarla più... a volte penso che prima o dopo aprirà gli occhi e si renderà conto di che persona ha sposato e mi lascerà" mi sfogo.
mercoledì, 18 novembre 2009
14:40
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Ieri non sono riuscito a vestirmi se non dopo le 16 quando Alicia è dovuta passare in ufficio per sapere il planning della trasferta di questa settimana.
Al suo ritorno mi sono dovuto privare di nuovo di qualsiasi indumento per poi potermi rivestire solo per andare agli allenamenti di kick-boxing.
Ma la mia tigrotta non era ancora soddisfatta e quando son tornato dall'allenamento mi ha voluto di nuovo.
D'altronde da qui a Natale ci vedremo proprio poco, stamattina è partita per Forlì e torna venerdì.
Lunedì ripartirà per l'Africa e tornerà il 3 Dicembre, poi l'aspetta una trasferta in Russia e per concludere di nuovo Africa.
Sarò single insomma.
Prima, durante la pausa caffè tra una riunione e l'altra in direzione generale, stavo chiacchierando con Emanuele.
"Allora sei praticamente a casa da solo fino a Natale!" mi dice sorridendo.
"Praticamente..." ribatto soffiando sul caffè bollente.
"Sarà contento Andrea!" e scoppia a ridere.
Sorrido pensando che Andrea ora come ora
mi sembra piuttosto preso da Matteo e avrà ben poco tempo per stare con me, ma tanto ho sempre i Cavalieri che mi fanno ottima compagnia.
"Come mai sarai a casa da solo fino a Natale?" la voce di Anna mi fa voltare di soprassalto.
Sento Emanuele mormorare
«Merda».
"Mia moglie ha un po' di trasferte da fare" rispondo semplicemente.
"Eh, ti capisco, anche io ho Gabriele sempre via e non è facile" commenta.
"Già..." sono un po' in imbarazzo e mi incammino verso la sala riunioni.
Scappo insomma.
"Magari qualche sera possiamo cenare insieme e farci compagnia..." mi dice quando ormai le sto dando le spalle.
Mi vengono i brividi, ma soprattutto mi sale il nervoso.
lunedì, 16 novembre 2009
11:41
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Il leitmotiv del week end è stato
emozioni.
Venerdì Matteo ha compiuto gli anni.
Andrea voleva organizzargli una cena a sorpresa e invece la sorpresa l'ha fatta Matteo a lui: l'ha invitato a casa sua a festeggiare il suo compleanno con sua nonna.
Andrea me l'ha raccontato sabato, mentre andavamo su a San Siro a vedere gli All Blacks.
Già. Area vip per altro. Indescrivibile l'emozione che ho provato quando tutto lo stadio ha cantato l'inno di Mameli e ancora di più quando
la nazionale neozelandese ha lanciato la sfida intonando l'haka.
Bella esperienza davvero, bello il party post partita, bella la gente che ho incontrato e conosciuto, bello vedere Andrea salutare tutti e muoversi nel suo ambiente popolato di gente di un certo tipo. Bello il non sentirsi fuori posto.
Tornando a casa, in piena notte in autostrada, abbiamo parlato di nuovo di Matteo, o meglio, gli ho fatto io qualche domanda, anche per tenerci svegli e soprattutto perché all'andata ero così emozionato per la partita che ho colto ben poco di tutto quello che mi ha raccontato.
"Insomma ti ha invitato a casa sua. A festeggiare." esordisco mentre lancio l'X6 in autostrada.
"Ma taci vah... ci son rimasto, non me l'aspettavo proprio!" ribatte e mentre lo guardo con la coda dell'occhio vedo che sorride.
"Mi dicevi che sua nonna ha l'Alzheimer... brutta faccenda..." commento.
Si rabbuia. "Già... dovresti vedere come se ne prende cura... fa tenerezza. Le parla, la pettina, si preoccupa che prenda le medicine, ha una pazienza guarda..."
"Ma non ha nessuno che gli dà una mano?" domando.
"No..." risponde.
"Ah... ma Matteo lavora, no?" vedo che Andrea è disponibile così ne approfitto per indagare un po'.
"Lavoricchia, fa lavoretti part-time, anche per non lasciare sua nonna da sola tutto il giorno... si arrangia insomma..." mi spiega.
Annuisco e continuo a guidare.
"Dovresti vedere la sua stanza... fa impressione" dice Andrea ad un tratto.
"Impressione? Perché? E' sporca? Piccola? Cos'ha?" domando incuriosito.
"E' tappezzata di foto di sua sorella..." mormora.
"Santo dio..." sussurro.
"Già... sembra un mausoleo più che una stanza... un santuario... fa davvero impressione, ti giuro..." dice.
"Deve mancargli tantissimo..." commento.
"Sì, ma ho la sensazione che sia qualcosa di più che nostalgia..." ribatte Andrea.
"Qualcosa di più? Tipo?" domando.
"Sì... secondo me si sente in colpa" risponde.
"Per la morte di sua sorella? E perché?" questa mi mancava.
"Boh, non lo so, ma mi dà questa idea..." sbuffa. "Non so Mattia, così, paranoie. Comunque dovevi vederlo, era contento e imbarazzato allo stesso tempo, si scusava di continuo per il disordine, per la casa misera..."
"Ma è mai stato a casa tua?" domando.
venerdì, 13 novembre 2009
15:47
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Come al solito quando sparisco è perchè è successo qualcosa.
Sembra impossibile, ma quando Alicia non c'è succede sempre qualcosa... comincio a pensare che sia una specie di amuleto che mi protegge e che quando se ne va BAM! sparisce la protezione e tutti gli spiriti maligni del cazzo si avventano su di me.
Si tratta di Anna.
Martedì sera mi chiama il grande capo per avvisarmi che mercoledì e giovedì sarei dovuto andare a Milano.
"A Milano? A far che?" domando incazzato per il preavviso praticamente nullo.
"Un incontro per quel progetto, io non posso andare e quindi ho pensato di mandare lei, mi dispiace non averglielo detto prima, ma... Ah verrà anche Anna." risponde.
Deglutisco. "Perchè anche Anna?" domando.
"Come perchè... sarebbe venuta in ogni caso, anche se io non ci sarò, anzi a maggior ragione, è bene che ci sia anche lei così mi farà un report dettagliato..." mi spiega.
"Ah... vabbè... per che ora devo essere lì?" chiedo.
"L'incontro inizia alle nove." conclude.
Bestemmio.
Andare a Milano sarebbe niente, anzi, ma andarci con Anna...
Dopo pochi istanti mi chiama proprio lei.
"Allora, andiamo a Milano domattina? Ho già prenotato la macchina, mi passi a prendere alle 6?" mi chiede.
"Sì, dammi l'indirizzo" rispondo.
La mattina dopo, alle 6.15 sono sotto casa sua.
La conversazione è abbastanza formale: il freddo, il tempo, il lavoro.
Ci fermiamo a fare colazione in autogrill, lei sta al telefono tutto il tempo mentre io cerco di farmi passare l'ansia di dover stare due giorni con lei.
Alle 8.50 siamo in riunione.
Break alle 13.30, si riprende alle 14.30.
Alle 18.30 finisce il tour de force e andiamo in albergo.
Anna è di nuovo al telefono.
Alle 20.30 dobbiamo andare a cena con i relatori, le do appuntamento alle 20.15 nella hall.
Alle 20.20 non c'è ancora. Alle 20.30 sono arrivati i relatori, ma di Anna non c'è traccia.
Decido di andare a vedere se sta poco bene.
Busso alla porta della sua stanza, sento movimento e viene ad aprirmi coperta da un asciugamano.
"Ma cosa cazzo... ma non sei ancora pronta???" domando.
Ride, mi sembra un po' brilla.
"Scusa Mattia, ma non vengo a cena..." mi dice.
Sento una voce maschile da dentro la stanza. "Allora??? Torni qui o vuoi che me ne vada?"
In quel momento realizzo che
Gabriele, quello che la picchia, lavora a Milano.
"Buona serata." le dico voltandomi e tornando nella hall.
"Anna non sta bene." dico ai miei ospiti e usciamo.
Ceniamo in un bel ristorante, parliamo soprattutto di lavoro, ogni tanto penso ad Anna e spero che stia andando tutto bene, che domattina non si presenti in riunione con un occhio nero.
All'una ritorno in albergo.
Sto aprendo la porta della stanza che si apre quella della stanza di Anna.
Mattia ha scritto di
anna
martedì, 10 novembre 2009
14:18
commenti (6)
Mia moglie è arrivata sana e salva, mi ha mandato un'sms ieri sera alle 19.30, stavo uscendo dalla doccia dopo essermi fatto un'ora di corsa che non era servita a farmi passare l'ansia.
Ovviamente l'sms mi ha tranquillizzato, al punto che alle nove dormivo già sul divano e mi svegliavo solo per rispondere agli sms che continuava a mandarmi.
Stamattina non ho nemmeno sentito la sveglia, così non sono andato in piscina e sono arrivato al lavoro in orario per un soffio.
Riflettevo sui commenti lasciati al
post di ieri (che poi son solo 3...)
Sì sono innamorato abbbestia e sono fortunato, fortunatissimo, ma soprattutto sono umano e aggiungerei fragile.
Sono diventato
Alicia-dipendente al punto che l'idea di uscire senza di lei per andare a divertirmi non mi attira per niente e sono tentato di tirare pacco a tutti anche per il fine settimana.
E questo non va bene.
Ok, mi manca da morire, mi sento zoppo senza di lei, ma non posso pensare di andare avanti in questo modo. A me questa dipendenza fa paura, ho sempre avuto paura di voler bene a qualcuno, figuriamoci di voler bene in questo modo...
Non so, forse dovrei parlarne al dottor Z.
Non tanto del fatto che Alicia mi manchi così, che credo sia normale, ma quanto del fatto che questa dipendenza affettiva mi spaventi in questa maniera...
Proverò a chiamarlo per prendere appuntamento.