Ieri sera mi sono imposto di andare in piscina nonostante la pochissima voglia di farlo e forse più che la poca voglia era tanta la paura di non riuscire ad affrontare i ricordi.
Arrivo in piscina con 15 minuti di anticipo, mi fumo una sigaretta con calma e vedo arrivare una ragazza che venendomi incontro mi sorride.
"Ciao Mattia" mi dice una volta a portata di voce.
La guardo e rispondo al saluto perplesso.
"Non ti ricordi già più di me? Sono Giada!" dice divertita.
"Oh signore, scusami! Che figura di merda! Non ti avevo proprio riconosciuta in borghese!" ammetto.
Ride forte. "Tranquillo, con cuffia e occhialini mi rendo conto di essere molto diversa."
"Beh se non altro per i capelli!" ribatto incamminandomi con lei verso l'ingresso.
Consegno la tessera in segreteria e mi infilo in spogliatoio.
E già appena entro mi assale la tristezza, quella che avevo paura di affrontare.
Ricordo ogni singolo movimento di Filippo in quello spogliatoio, ogni battuta che abbiamo scambiato, lo rivedo mentre si cambia, mentre mi aspetta brontolando perchè sono lento come una femmina...
Mi cambio il più velocemente possibile, come se volessi scappare da tutti quei ricordi.
Arrivo in vasca con qualche minuto di anticipo e mi siedo ad aspettare che il corso dell'ora precedente finisca.
E anche qui rivedo Filippo mentre aspettava con me, che andava a farsi la doccia e io mi rifiutavo di farla...
Arriva Giada e si siede accanto a me sorridendo.
Rispondo al suo sorriso, ma continuo ad avere davanti agli occhi Filippo e tutte le volte che ci siamo messi a chiacchierare mentre aspettavamo di entrare in vasca.
"Si sente la sua mancanza..." mi dice uno dei bagnini avvicinandosi.
Lo guardo. Annuisco.
"Non sapevo che stesse così male..." continua.
Mi alzo, lo guardo. "Scusa..." gli dico andando a fare la doccia, quella che non volevo mai fare quando c'era Fil.
Non ce la faccio a parlare di lui.
Mi tuffo ed inizio a nuotare, seguito da Giada.
Ogni bracciata, ogni virata, tutto mi ricorda Filippo.
Ad un certo punto mi rendo conto di avere qualcuno che nuota davanti a me. E non muove le gambe. Perdo il ritmo e a fine vasca mi devo fermare. Mi rendo conto che non era altro che Giada.
"Perchè non muovi le gambe mentre nuoti?" le domando un po' bruscamente.
"Per allenare soprattutto le braccia..." risponde perplessa.
Annuisco e riprendo fiato.
"Non starmi davanti stasera per favore..." le dico ripartendo.
Nuoto fino a sfinirmi e Giada non mi si mette più davanti.
Alla fine dell'ora esco dalla vasca e vado in spogliatoio senza salutarla.
E non per maleducazione o cattiveria, ma perchè sento che sto crollando.
Faccio giusto in tempo ad infilarmi sotto la doccia che inizio a piangere: ho realizzato che Filippo non c'è più e che non nuoterò con lui mai più e non mi sentirò più rimproverare da lui e... e un milione di altre cose che solo Filippo era, faceva e diceva.
Dopo dieci minuti di sfogo, mi calmo, mi asciugo e mi vesto.
Decido di aspettare Giada.
"Scusa se stasera sono stato antipatico..." le dico appena esce dallo spogliatoio.
Sorride e scuote la testa. "Tranquillo... io credo di avere intuito che è successo qualcosa..." dice andando a riprendere la tessera in segreteria.
Usciamo insieme dalla piscina. "Già... vedi... io venivo a nuotare con un amico, era paraplegico, è stato lui a farmi tornare in piscina, il nuoto non è uno sport che amo e..."
"Stai parlando del ragazzo di cui ho visto la foto in reception giusto? Quello che è... morto..." mi interrompe.
Annuisco.
"Venerdì sono venuta a nuotare e ho sentito le ragazze della segreteria parlarne e poi i bagnini in vasca, praticamente parlavano tutti di lui... mi dispiace tanto... credo che fosse una gran bella persona da quello che mi hanno raccontato... non preoccuparti per stasera... sei stato bravissimo a venire a nuotare lo stesso, io non credo che ci sarei riuscita..." mi dice.
"Sai, non mi rendevo ancora conto che non ci fosse più... l'ho realizzato stasera, qui in piscina... ho realizzato che Filippo non nuoterà mai più con me..." dico sospirando e cercando di mandare giù il groppo che ho in gola.
Sorride tristemente guardandomi.
"Scusami..." le dico imbarazzato "Nemmeno ti conosco e ti tarmo con cose così tristi... perdonami"
"Vuoi scherzare? E poi a volte è più facile parlare con degli sconosciuti di certe cose..." ribatte sorridendo.
"Sì hai ragione... però non sono sempre così eh? La maggior parte delle volte io con le ragazze ci provo!" rispondo scherzando.
Scoppia a ridere, di una risata forte, sincera, aperta.
"Non avevo dubbi che con le ragazze ci provassi guarda!"
Rido anche io. "Mi stai dicendo che ho l'aria da piacione?"
Scuote la testa. "No, beh... un po'!" e continua a ridere.
Mi chiede se vado da qualche parte per il ponte del 25 aprile, le dico di sì, ma non so ancora dove e che partiremo allo sbaraglio come sempre e le chiedo cosa farà lei.
"Non ne ho idea, mio fratello mi ha invitata a raggiungerlo al mare... vedremo." Mi spiega e siamo praticamente arrivati alle auto.
"Spero di riuscire ad andare al mare anche io... beh buon fine settimana allora, ci vediamo martedì prossimo" concludo salutandola.
Annuisce. "Buon week end anche a te Mattia e divertiti" mi saluta sorridendo.
Quando sono arrivato a casa sono andato a dormire senza neanche cenare: ero sfinito.
Ho dormito tanto e molto profondamente. Stamattina infatti mi sono svegliato riposato, ma con una fame da lupo così mi sono preparato una english breakfast con uova e pancetta.
Sono contento di essere riuscito a sfogarmi, di essere riuscito a piangere. Finchè c'era Anna con me ho tenuto duro, soprattutto per lei. Non l'avevo mai vista così provata, così fragile, così bisognosa di appoggiarsi e di essere rassicurata. Così mi sono dovuto fare forza per tutti e due e questo da una parte mi ha fatto bene, mi ha fatto sentire che sono forte, più di quanto credessi.
Ma non ancora abbastanza. C'è margine di miglioramento. Parecchio.
Da solo posso farcela.


















