Sono uscito con Giada ieri sera. Ci siamo incontrati alle 9 in un bar. Ero pensieroso, lo ero stato per tutto il giorno e la sera stavo ormai quasi collassando, sarei rimasto a casa, ma forse sarebbe stato anche peggio.
Giada si accorge subito che qualcosa non va.
"Mattia, che faccia, che è successo?" mi domanda.
Sbuffo. "Casini... ma lasciamo stare... non mi va di parlarne, dimmi di te."
E così mi racconta di Luca, che si sentono e si vedono spesso, che lui sembra intenzionato a fare sul serio, ma lei ancora lo tiene un po' sulla corda, ma è fondamentalmente serena e felice.
"E tu? Che novità hai?" mi domanda.
Così le racconto di Alicia, di questa passione che ci ha travolti, di come mi senta preso da questa ragazza.
"E cosa c'è che non va? Non sembri felice al 100%, almeno non stasera..." mi dice.
La guardo, sorrido. Le spiego di questa storia degli incontri con mio padre che mi hanno messo ansia.
"E Alicia che dice di questo pensiero che hai?" mi domanda.
"Alicia non sa niente, in clinica ci sono passato ieri sera e oggi quando l'ho chiamata sono rimasto sul vago..." le spiego.
Scuote la testa. "Perchè invece non la chiami adesso, vi vedete e ti sfoghi un po' con lei?"
La guardo. "Ma nemmeno per sogno! L'ho appena conosciuta e già la tarmo con i miei problemi? Non mi sembra per niente una buona idea!"
Scuote di nuovo la testa. "Mattia, se hai paura di perderla per questo allora devi rivedere bene la vostra relazione. Stare con qualcuno significa soprattutto condividere, ma non solo pizza, cinema, risate e letto. Anche i guai fanno parte del pacchetto e sono sicura che lei ci rimarrà male se verrà a sapere che hai affrontato o affronterai problemi che ti angosciano da solo. Una compagna è anche sostegno nei periodi neri, altrimenti, scusami se mi permetto, è solo una con cui scopare e divertirsi, ma la vita, lo sai da te, non è sempre allegria e nuvolette rosa. I temporali arrivano e si affrontano insieme. Quindi se sei davvero innamorato di lei, se con lei stai bene, chiamala, raccontale, sono sicura che non scapperà, anzi!"
Sospiro. Gioco con il bicchiere.
"Chiamala..." dice alzandosi.
"Dove vai?" le dico seguendola.
"Stasera offro io, non ammetto repliche, ora esci, chiami Alicia e le chiedi di vedervi e se avrò torto ti pagherò una cena, ma se ho ragione..." e mi dà un pizzicotto ad una guancia.
Ci salutiamo, la guardo andare via. Rimango appoggiato all'auto a giocherellare con il cellulare, fumando una sigaretta.
Chiamo Alicia.
"Amore, che bello che mi hai chiamata. Volevo farlo io, ma mi sei sembrato così strano oggi quando mi hai telefonato... non sapevo come comportarmi..." mi dice.
"Possiamo vederci?" le domando.
"Speravo che me lo chiedessi... vengo da te?" mi chiede.
"No, vengo io da te, ti squillo e scendi, se puoi ovviamente. Volevo solo parlare..." le spiego.
"Mi devo preoccupare?" mi domanda con l'ansia nella voce.
Rido. "No, scusa, no, no assolutamente. Volevo solo spiegarti che succede e chiederti... beh insomma tra poco ne parliamo faccia a faccia. Arrivo."
Quando sono sotto casa sua, le squillo e lei scende. Sale in auto e mi dà subito un bacio.
Tergiversiamo qualche minuto, ma poi inizio a raccontarle che cosa mi sta rendendo ansioso e anche la mia paura di parlarne con lei per non ammorbarla con problemi che non la riguardano direttamente.
Si fa seria. "Tutto quello che riguarda te, riguarda anche me. Se tu sei felice lo sono anche io e se tu sei preoccupato io voglio starti vicino e aiutarti, se posso, o anche solo starti vicino e farti sentire che ci sono..." mi prende una mano e la tiene tra le sue. "Io mi arrabbierei molto se sapessi che hai un problema o una preoccupazione e non me lo dicessi, perchè penserei che non ti fidi o..." mi guarda "o che non sono abbastanza importante per te e non vuoi rendermi partecipe della tua vita, che non è solo quella di Mattia matto che ride, scherza e se le fa dare da mio fratello, ma è anche quella di Mattia che è complicato e ha dei guai..."
Sorride. Un sorriso dolce che mi scioglie.
"Vieni qui..." le dico tirandola verso di me e abbracciandola.
Mi stringe forte. "Se vuoi ti accompagnerò agli incontri con tuo padre e ti aspetterò fuori. Lo so che tu sei forte e ce la faresti anche senza di me, ma..."
La bacio. "Se avrò bisogno che tu venga te lo chiederò, ma è una cosa che voglio provare a fare da solo."
"Ok... ma non nascondermi niente per favore. Preferisco sapere tutto che rodermi nel dubbio e farmi venire ansia per cose che non so, ma che intuisco... per esempio... chi è sta benedetta Giada?!" mi domanda con l'aria di chi aveva questa domanda sullo stomaco e non trovava l'occasione per farmela.
Scoppio a ridere. "Ma allora sei gelosa!" le dico.
"Beh ovvio... solo che mi dà fastidio esserlo e cerco di moderarmi." mi spiega.
Le spiego chi è Giada, cosa ci lega e che è stata proprio lei a suggerirmi di chiamarla e parlarle.
Sorride. "Sembra proprio una bella persona, me la farai conoscere un giorno."
"Se ti decidessi a venire in piscina con me alla mattina la conosceresti già" le dico.
"Settimana prossima vengo, ho già fatto la tessera e tutto, finisco il mese di qua e da ottobre vengo in piscina con te, contento?" ribatte.
Sorrido, la bacio, rimaniamo in macchina ancora un po' a coccolarci e poi ci salutiamo.
Mi sento sollevato, parlarne con Alicia è stata un'ottima idea, ma anche parlarne con Giada.
E penso che stasera a hockey ne parlerò con Carlo. Più gente ho intorno e meglio è...


















