Fine settimana da leoni, inizio settimana da coglioni.
Questa frase può benissimo descrivere il mio fine settimana e il mio lunedì.
Venerdì sera cerco di contattare Anna, giusto per sapere se correvo o meno il rischio di trovarmela davanti a casa durante il week end. Non risponde al cellulare, ritento un paio di volte dopodichè rinuncio e decido di non pensarci più.
Alle otto passo a prendere Alicia per andare a vedere un gruppo di amici che suonano in un locale. Ceniamo lì insieme alla band e verso le 22 i Cavalieri ci raggiungono.
Inizia il solito, classico giro di birre. Al primo dico ok, al secondo pure. Al terzo sto per rinunciare quando Alicia mi sussurra "Tranquillo amore, guido io stasera..."
La guardo sorpreso.
La bacio forte sulle labbra. "Grazie" le sussurro. E anche al terzo giro dico ok.
Alle due, finito il concerto, sono strafatto di alcol.
Usciamo, gli altri fumano, io no, non mi va, da venerdì scorso le sigarette e l'odore di fumo mi danno fastidio. Chissà perchè. Meglio così. Ma secondo i miei amici non si può stare fuori a chiacchierare senza un bicchiere in mano, così ecco un'altra birra. Barcollo e ormai non metto nemmeno più a fuoco i visi della gente.
Non so come mi ritrovo seduto in macchina con Alicia alla guida che di tanto in tanto mi accarezza il viso e mi chiede se sto bene. Sento la mia voce rispondere, o meglio tentare di rispondere, "bene", ma solo perchè è la parola più corta e risolutiva che mi viene in mente per evitare ulteriori domande alle quali avrei serie difficoltà a rispondere.
In qualche modo, che assolutamente non ricordo, arriviamo a casa, saliamo e mi ritrovo a letto.
Non ricordo assolutamente niente, fino a che mi sono alzato, alle tre del pomeriggio, dopo 12 ore di sonno.
Alicia è in cucina, vestita, sta sfogliando una rivista.
Mi sorride. "Ma buongiorno!" mi dice alzandosi e venendo ad abbracciarmi.
Lancio un'occhiata all'orologio sul muro. "Ma sono le tre del pomeriggio???" domando sorpreso.
Ride. "Eh sì"
"Ma potevi anche svegliarmi!" le dico.
"E perchè? Dormivi così bene e profondamente, evidentemente ne avevi bisogno." Mi dice baciandomi.
"E tu cos'hai fatto tutta la mattina? A che ora ti sei alzata?" le chiedo scaldandomi un po' di caffelatte.
"Beh mi sono svegliata alle undici, ho fatto colazione, poi sono andata a farti la spesa, mi sono riguardata Il Castello Errante di Howl..."
"Ancora?!" la interrompo.
Arrossisce. "Beh sì... adesso che ti conosco non so perchè mi piace ancora di più" risponde.
Sorrido. "Che facciamo?" le chiedo sedendomi per fare colazione.
Mi viene dietro. "Prima o dopo aver fatto l'amore?" mi domanda.
Ovviamente la risposta era "dopo".
Alle cinque usciamo, ho appuntamento da un amico che ha una Superbike 1098R da propormi.
Ci giro intorno almeno dieci volte, è bellissima, cattiva, mi piace un casino, dovrei solo provarla.
"Senti Mattia, perchè non te la porti a casa, la usi un po' domani e lunedì mattina me la riporti?" mi dice ad un certo punto.
"Dici sul serio?!" chiedo sorpreso ed entusiasta.
"Ma sì, tanto il proprietario me l'ha lasciata qui da vendere, gli interessa solo liberarsene." Mi spiega.
"Come mai? Non va? Ha problemi?" domando salendo in sella.
E' scomoda come solo una Ducati sa esserlo e mi piace, mi piace veramente tanto.
"No la moto no, ma lui decisamente sì, è uno strano, pieno di soldi, l'ha comprata non so neanche dove, l'ha usata due volte, ma non si trova, diciamo che non è capace di guidarla vah, e così me l'ha portata e mi ha detto Marino vedi di venderla, non mi interessa a quanto, ma liberatene che mi prendo una Ktm da motocross" mi spiega.
"Una moto da cross si prende?! E' fulminato sto qua!" esclamo sorpreso.
"Te l'ho detto. Dai portatela a casa, che non ho tempo da perdere, stasera voglio andare a casa presto" taglia corto.
Alicia esce e torna con il casco che avevo portato per provare la moto.
"Allora me la porto via..." gli dico ancora incredulo.
Mi fa cenno con la mano di andarmene. "Riportamela intera però" mi urla prima che la metta in moto.
Ah che bel suono, che musica, che vibrazioni!
La porto a casa e propongo ad Alicia un bel giro in moto per il giorno seguente, lei accetta entusiasta così decidiamo di passare il sabato sera a casa a continuare il discorso che avevamo iniziato nel pomeriggio prima di andare da Marino.
Domenica mattina ci svegliamo alle 8, facciamo colazione, ci vestiamo di tutto punto e partiamo verso le montagne.
L'aria è veramente gelida, sento Alicia stringersi a me per scaldarsi ed è una gran bella sensazione.
Saliamo su e iniziano i tornanti. Mi fermo prima di imboccare la strada che ho in mente e che è abbastanza impegnativa.
Mi alzo la visiera e mi volto verso Alicia. "Tutto bene?" Annuisce. "Hai paura?" Fa segno di no. "Ok, se hai paura non irrigidirti, ma tirami un colpo sul casco ok? E io mi fermo" Annuisce.
Sorrido. "Ti amo" le dico abbassandomi la visiera e partendo.
Solo dopo mi rendo conto che era la prima volta che glielo dicevo, sorrido guidando e piegando, testando la moto, accelerando e frenando bruscamente, portandola al limite e quasi dimenticandomi di avere un passeggero tanto è leggera e si fida di me.
Guido per parecchio tempo,maciniamo tantissimi chilometri arrivando fino alle zone di Sesto, in Val Pusteria, dove son stato con Cristian questa estate.
Raggiungiamo un agriturismo e ci fermiamo. Alicia scende, si toglie il casco e aspetta che io faccia altrettanto.
"Ti amo anch'io!" mi dice saltandomi al collo e baciandomi.
Scendo dal bolide e ci avviamo all'ingresso tenendoci per mano. Ci fanno sedere vicino al caminetto acceso, per fortuna, siamo congelati. Mangiamo i piatti tipici dell'Alto Adige e parliamo un po' in tedesco con il proprietario, che apprezza gli sforzi di Alicia di tentare di scambiare anche lei due parole in lingua germanica e ci offre una buonissima grappa ai mirtilli.
Il viaggio di ritorno ho testato la moto in discesa, che di solito è meno divertente e più faticosa della salita, soprattutto per spalle, schiena e braccia.
Alicia infatti ad un certo punto mi ha chiesto di fermarmi per riposare un po' e scaldarci con una cioccolata con panna.
Alla fine siamo arrivati a casa alle otto di sera, ci siamo fatti una doccia (insieme), abbiamo ordinato le pizze, cenato e poi ci siamo salutati. Alle dieci dormivo già.
E l'obiettivo stordimento che avevo in mente per il fine settimana è stato decisamente raggiunto.
Stasera vado a pagare la moto :-)))


















